NUOVA TARI 2020

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TARI: LA GUIDA ALLA TARIFFA RIFIUTI

La TARI (TAssa RIfiuti) ha sostituito, a decorrere dallo scorso 1° gennaio 2014, i preesistenti tributi dovuti al Comune da cittadini, enti ed aziende quale pagamento del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, noti con l’acronimo di TARSU, e successivamente di TIA e di TARES. La nuova tassa conserva tuttavia taluni presupposti e modalità di determinazione della tassa soppressa, alla quale la legge rimanda per la determinazione del nuovo tributo.

 

CHE COSA È?

cestino rifiuti tariLa TARI rappresenta il corrispettivo che il Comune richiede a fronte del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti sul proprio territorio. La norma individua, quale presupposto per l’applicazione del tributo, l’occupazione di locali ed aree scoperte che si trovano sul territorio del Comune, le cui superfici già dichiarate o accertate costituivano la base imponibile dei precedenti tributi. Sono infatti tassati i locali di  immobili adibiti a qualsiasi destinazione, con le relative pertinenze (ad es. il box), e le aree scoperte che non siano accessorie o pertinenziali (ad esempio, sono accessorie, e pertanto escluse, le cantine, i locali di sgombero, le scale di accesso, ecc.).
Sono inoltre escluse le parti comuni del condominio, quali indicate all’art. 1117 del codice civile. A titolo di esempio, è tassabile il giardino, ma non il posto macchina scoperto (cioè la parte di cortile condominiale utilizzata come parcheggio privato). Più avanti è possibile consultare un elenco approfondito per le esenzioni e le riduzioni dell’importo da sostenere.
Tale regola non vale per le aree utilizzate per attività economiche (ad esempio il cortile di una fabbrica), che sono invece sempre tassate.

La base su cui calcolare la TARI è la superficie calpestabile di unità immobiliari, iscritte  o iscrivibili nel catasto urbano, suscettibili di produrre rifiuti.

 

CHI DEVE PAGARE?

pagareDevono pagare, in quanto soggetti passivi, tutti coloro che occupano locali ed aree scoperte, a qualsiasi titolo utilizzate, situate nel territorio comunale.

E’ pertanto tenuto al pagamento colui il quale dispone dei locali o dell’area, a prescindere dal titolo che legittima l’occupazione (proprietà, locazione, uso, ecc.), e soltanto nel caso di occupazione precaria, ad esempio in presenza di locazioni di breve durata (si pensi all’immobile locato per una settimana di vacanza) la tassa è dovuta dal proprietario.
E’ inoltre opportuno precisare che nei confronti degli appartenenti al nucleo familiare o di chiunque occupi aree e locali in comunione con altriciascuno dei coobbligati (conviventi, soci, ecc.) può essere tenuto al pagamento della totalità della tassa, in forza del cosiddetto “vincolo di solidarietà”.

Nel caso di multiproprietà (quando esistono più proprietari, i quali che fruiscono a turno del medesimo immobile), la responsabilità del tributo è attribuita al soggetto che gestisce i servizi comuni, fermo restando il suo diritto a richiedere il rimborso dell’importo versato in misura percentuale ad ogni effettivo detentore.

 

COME SI CALCOLA E QUANTO SI PAGA LA TARI?

calcolo costiLa TARI è corrisposta in base a tariffa commisurata ad anno solare. La tariffa fa riferimento alla superficie dei locali e delle aree oggetto della tassa ed è commisurata alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte.

La superficie delle unità immobiliari a destinazione ordinaria iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano assoggettabile alla TARI è costituita da quella calpestabile dei locali e delle aree suscettibili di produrre rifiuti urbani e assimilati. Ciò, sia per le unità immobiliari a destinazione ordinaria iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano, che per le altre unità immobiliari quali immobili a destinazione speciale o particolare – gruppi catastali D e E – e le aree scoperte.

Per le unità immobiliari a destinazione ordinaria, il criterio della superficie calpestabile sarà utilizzato sino a quando non ci sarà il definitivo allineamento dei dati catastali degli immobili a destinazione ordinaria con i dati riguardanti la toponomastica e la numerazione civica interna ed esterna di ciascun comune. Solo allora rileverà, come superficie assoggettabile al tributo, l’80% della superficie catastale.

Come detto, la tassa è dovuta per l’anno solare. Nel caso di occupazione temporanea di durata inferiore a 183 giorni, è applicata una tariffa giornaliera, comunque determinata in base alla tariffa annuale e rapportata ai giorni di occupazione, con una maggiorazione che non potrà superare il 100%. E’ opportuno chiarire che per occupazione temporanea si deve far riferimento alla effettiva durata dell’occupazione nel corso dell’anno: pertanto è comunque soggetta al tributo in misura integrale anche l’occupazione periodica o ricorrente, se complessivamente superiore a 183 giorni.


La tariffa è determinata in base alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia delle attività svolte nonché al costo del servizio sui rifiuti. La determinazione avviene ad opera di ciascun Comune in modo tale da assicurare l’integrale copertura dei costi d’investimento e di esercizio.

 

COME PAGARE?

futuro_icons_256px_441Il versamento è effettuato con Mod. F24 o con apposito bollettino di conto corrente postale al quale si applicano le disposizioni che regolano il Mod. F24, in quanto compatibili, ovvero tramite le altre modalità di pagamento offerte dai servizi elettronici di incasso e di pagamento interbancari e postali.

Il comune stabilisce le scadenze di pagamento del tributo, prevedendo di norma almeno due rate a scadenza semestrale. È comunque consentito il pagamento in un’unica soluzione entro il 16 giugno di ciascun anno.

COME SI FA LA DICHIARAZIONE?

I soggetti passivi della TARI presentano una dichiarazione complessiva relativa alla IUC che include anche la TASI.

La presentazione va effettuata entro il 30 giugno dell’anno successivo alla data di inizio del possesso o della detenzione dei locali e delle aree assoggettabili alla IUC. Nel caso di occupazione in comune di un’unità immobiliare, la dichiarazione può essere presentata anche da uno solo degli occupanti.

La dichiarazione, redatta su modello messo a disposizione dal comune, ha effetto anche per gli anni successivi sempreché non si verifichino modificazioni dei dati dichiarati da cui consegua un diverso ammontare del tributo; in tal caso, la dichiarazione va presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui sono intervenute le predette modificazioni. Nella dichiarazione delle unità immobiliari a destinazione ordinaria devono essere obbligatoriamente indicati i dati catastali, il numero civico di ubicazione dell’immobile e il numero dell’interno, ove esistente. Ai fini della dichiarazione relativa alla TARI, restano ferme le superfici dichiarate o accertate ai fini della TARSU, TIA o TARES.

 

ESENZIONI & RIDUZIONI

 

ESENZIONI

Il presupposto normativo è quello per cui non sono tassabili gli spazi improduttivi di rifiuti, in base al criterio della “non utilizzabilità” dei locali e delle aree.

La normativa sulla TARI, quindi, esclude totalmente dalla tassa i locali e le aree inutilizzabili, poiché, dato che non possono essere fruiti in alcun modo, non possono nemmeno produrre rifiuti.

L’inutilizzabilità dell’immobile deve essere tuttavia verificabile oggettivamente: ad es. un locale senza collegamenti alla rete elettrica, idrica e fognaria, oppure inagibile o inabitabile, sarà esente dall’imposta, mentre un locale in cui sussistono gli allacciamenti è tassabile, anche se di fatto è inutilizzato, totalmente o per la maggior parte dell’anno.

La normativa sulla Tari esclude in modo esplicito, poi, i seguenti immobili, aree e locali dal pagamento dell’imposta:

  • locali e aree condominiali, cioè le parti del condominio che non sono utilizzate in via esclusiva (es. l’androne e le scale di un palazzo);
  • aree e locali non suscettibili di produrre spazzatura in modo autonomo, come cantinesottotettiterrazze e balconi;
  • locali non suscettibili di produrre rifiuti per la sussistenza di situazioni particolari;
  • aree pertinenziali scoperte di locali soggetti al tributo, o accessorie a tali locali (ad eccezione delle aree scoperte operative).

Non solo la generale normativa sulla Tari può prevedere delle esenzioni, ma anche le disposizioni dei singoli Comuni. Ad esempio, possono essere esentati:

  • le aree verdi;
  • i locali e le aree in cui sono prodotti rifiuti speciali che vengono smaltiti dai proprietari a proprie spese, in maniera conforme alle specifiche normative vigenti;
  • gli immobili in ristrutturazione, per il periodo nel quale non sono abitati o occupati;
  • le abitazioni che si trovano interamente in ristrutturazione, per un periodo di almeno 2 mesi;
  • le centrali termiche ed i locali riservati a impianti e macchinari, come il vano ascensore o la cabina elettrica;
  • i locali appartenenti a strutture sanitarie o mediche, sia pubbliche che private;
  • le aree ed i locali destinati a impianti ginnici e sportivi, scuole di danza, ma solo per gli spazi adibiti in modo esclusivo all’esercizio dell’attività sportiva.

IMMOBILI IN AFFITTO O COMODATO

Nelle situazioni concernenti gli immobili dati in affitto, concessi in comodato oppure occupati per un periodo che risulta inferiore a 6 mesi durante l’intero anno solare, deve versare la TARI soltanto:

  1. il proprietario dell’immobile;
  2. l’usufruttuario;
  3. o il soggetto che possiede il diritto d’uso, d’abitazione o di superficie.

RIDUZIONI E SCONTI

Oltre ai casi in cui si è esentati dalla Tari, esistono altre ipotesi, nelle quali è possibile fruire di agevolazioni e sconti. Le riduzioni possono essere obbligatorie o facoltative.

RIDUZIONI OBBLIGATORIE

La legge prevede delle riduzioni obbligatorie:

  • nelle zone in cui non è effettuata la raccolta, in relazione alla distanza dal più vicino punto di raccolta rientrante nella zona perimetrata o di fatto servita, prevedendo anche una modulazione: è dovuta in misura non superiore al 40% della tariffa;
  • in caso di mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti, ovvero di effettuazione dello stesso in grave violazione della disciplina di riferimento, nonché di interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi che abbiano determinato una situazione riconosciuta dall’autorità sanitaria di danno o pericolo di danno alle persone o all’ambiente: è dovuta nella misura massima del 20% della tariffa;
  • in caso di raccolta differenziata riferibile alle utenze domestiche: la riduzione avviene in base a una variabile a scelta del Comune;

RIDUZIONI FACOLTATIVE

I singoli Comuni possono prevedere riduzioni sull’importo della Tari, in base a diversi criteri. Ad esempio:

  • sconto del 10% per compostaggio: per chi ricicla gli scarti organici, facendo uso dei contenitori per la creazione del compost, molti comuni prevedono una riduzione dell’imposta sui rifiuti sino al 10%;
  • tessera a punti: diversi Comuni prevedono l’accumulo di punti, mediante una tessera magnetica, che danno diritto a sconti sulla Tari; i punti si ottengono conferendo rifiuti ai punti di riciclo comunali: i rifiuti vengono pesati, ed a seconda del peso e del materiale conferito viene assegnato un determinato punteggio, caricato nella tessera;
  • abitazioni occupate da una sola persona;
  • case vacanza: si tratta di abitazioni che restano a disposizione per la maggior parte dell’anno, soggette ad un utilizzo discontinuo, limitato o stagionale;
  • immobili ad uso ricorrente: si tratta di locali ed aree scoperte soggetti ad un utilizzo periodico non continuativo ma ciclico, che può essere, ad esempio, stagionale;
  • immobili occupati da soggetti che risiedono o dimorano all’estero, per oltre sei mesi all’anno;
  • fabbricati rurali ad uso abitativo;
  • immobili detenuti da Onlus ed enti assimilabili;
  • locali di culto;
  • locali commerciali la cui attività esercitata ha subito una forte riduzione a causa dell’apertura di cantieri pubblici;
  • nuclei familiari in condizioni disagiate;
  • situazioni di grave disagio per l’utenza;
  • contribuenti che smaltiscono una parte dei rifiuti in proprio, conformemente alla normativa, oppure che abbiano realizzato interventi tecnico-organizzativi comportanti una minore produzione di rifiuti (per verificare la spettanza della riduzione, però, il Comune effettuerà un’istruttoria tecnica, con la quale si escluda la preesistente obbligatorietà dell’azione del contribuente).

Sconti e riduzioni, inoltre, possono essere concessi qualora rispondano a un criterio di perequazione nell’applicazione del tributo.

      

COME RICHIEDERE L’ESENZIONE O LA RIDUZIONE

futuro_icons_256px_261Ogni singolo Comune prevede, a seconda delle motivazioni, degli specifici moduli di domanda per richiedere esenzioni, sconti o riduzioni, disponibili all’interno del sito web dell’Ente.

La domanda, unitamente alla copia di un proprio documento d’identità, può essere inviata tramite posta elettronica certificata, raccomandata, oppure consegnata direttamente all’Ufficio protocollo del proprio Comune.

Titolo

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 Stemma Comune Martirano Lombardo

Comune di Martirano Lombardo
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PEC: protocollo.comunemartiranolombardo@asmepec.it

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